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giovedì 26 marzo 2015

Dire, Fare, Baciare, Lettera, Testamento ... Prima puntata




Ero qui che guardavo fuori dalla finestra in questa giornata uggiosa e pensavo ad un preciso momento.
Quando mio Padre morì, così all'improvviso, dopo lo squarcio nel cuore e nell'anima mi ritrovai a fare i conti con le cose pratiche da sbrigare e con quella sensazione fastidiosa del non sapere cosa avrebbe voluto lui, mio grande punto di riferimento.
Si perchè alla perdita di una persona non si è mai pronti e la maggior parte del tempo che trascorri in loro presenza non è che ti metti a parlare di queste cose.
Non so quale sia il filo conduttore che mi ha portato a pensare al gioco che si faceva da bambini, per scontare qualche penitenza o semplicemente per dare un colore diverso alle giornate, oppure si ma non è poi così fondamentale.
Ed ecco che mi ritrovo a scrivere questo post snocciolando le sensazioni avvertite al momento e rispondendo così ad ognuna delle "penitenze" ...

  • DIRE: Vorrei dire alle persone che non ci sono più che il vuoto lasciato dalla loro assenza è sconfinato. A quelle che non fanno più parte della mia vita, che nonostante le nostre strade si siano separate, sono in ogni modo contenta del percorso fatto insieme, ed ognuna di loro, nel bene e nel male ha contribuito a formare la persona che sono oggi.
  • FARE: Vorrei fare una lista di buoni propositi relativamente facili da poter poi raggiungere per dimostrare a me stessa che l'inconcludenza non fa più parte di me, tipo imparare a suonare uno strumento musicale, uscire più spesso a camminare, pensare almeno a giorni alternati "ok lo farò domani" ...
  • BACIARE: Vorrei baciare tutte le persone che mi hanno fatto del male, consapevolmente o meno, per dire loro che il perdono è una delle cose più difficili da concedere ma che, se ci riesci,  libera l'anima come poche cose sono in grado di fare.
  • LETTERA: Vorrei scrivere a tutte le persone a cui voglio bene, con carta e penna, una lettera in cui le ringrazio per quanto sono in grado di darmi, perchè ne rimanga traccia, nero su bianco, e perchè non si ringrazia mai abbastanza. Inoltre vorrei scrivere a tutte le persone che soffrono, in una maniera o nell'altra, parole di speranza e affetto, perchè si sentano un pò meno sole, perchè possano allontanare almeno per un attimo le loro paure.
  • TESTAMENTO: Il mio testamento non è rivolto ad una persona soltanto, ma a tutti. Abbiate cura della terra, dei mari e della natura tutta, essendo una delle cose più preziose che possediamo, dobbiamo davvero diffondere questa attenzione in maniera globale. Non siate egoisti ed egocentrici, non mi aspetto che facciate opere di bene eclatanti, se già la persona che vi siede a fianco potesse non passare inosservata ai vostri occhi sarebbe già una bella conquista. 


venerdì 20 marzo 2015

Un amore animato



Questa mattina la natura ci ha offerto la visione dell'eclissi di sole, evento magnifico. 
La sensazione che ho provato è ovviamente quella data dall'illusione ottica che questi due pianeti, che normalmente cedono il passo l'uno all'altro e non si incontrano mai, si siano toccati. 
Osservare l'incontro furtivo tra sole e luna è evento raro, ed è stato incredibile percepire la presenza della luna solo durante il loro "contatto". 
Naturalmente è stata una magia visibile solo attraverso filtri speciali, come due Amanti hanno voluto preservare con forza la loro enfasi. 
Per un lasso di tempo sono coesistiti, hanno danzato insieme in vortici e incanto, mutando forma e colore  in rapporto d'amore, in illusione poi svanita nel nulla. 

Arrivederci sole ...
Arrivederci luna ...


" Senza illusioni non ci sarà quasi mai grandezza di pensieri, 
nè forza,
 impeto e ardore d'animo,
nè grandi azioni che per lo più sono pazzie"

Giacomo Leopardi






lunedì 16 marzo 2015

L'attesa




Le donne sanno attendere, è scritto nei libri, scolpito nella storia, un dato di fatto.
La mitologia ci racconta dell’attesa attuata da Penelope per il ritorno di Ulisse.
La donna attende nove mesi l’arrivo di un figlio.
Penso a tutte le volte che mi sono spazientita davanti ad un’attesa, al terrore provato davanti al semplice arrestarsi per un tempo non meglio precisato.
Questa sensazione credo sia frutto dell’urgenza di avere sotto controllo anche quello per il quale non è possibile essere artefici.
Una volta capito questo meccanismo del controllo, le donne sono capaci di una calma e di un’attesa infinita che porta sempre all’accoglienza di qualcosa.
Come in apnea statica, la donna è in grado di compiere un adattamento fisiologico in grado di plasmarsi allo scorrere lento del tempo.
Qualunque sia la motivazione che induce ad aspettare, una donna è dotata di una grazia e di una pazienza straordinaria che le farà comprendere sempre il significato che assume questo scorrere del tempo.

" Dietro l'attesa c'è tutto: il permesso gratuito di evocare un bel viso 
o di dialogare con un'ombra"

Dominique Blondeau


lunedì 9 marzo 2015

Sguardi





Guardarsi negli occhi è un gesto davvero semplice, eppure per molte persone è fonte di imbarazzo e non solo.
Gesto semplice si, ma che racchiude un mondo infinito di messaggi.
Lo sguardo lo si utilizza per sedurre, per comunicare disapprovazione o consenso, per esprimere dolore o gioia, per nutrire la nostra anima. Eppure questo straordinario senso viene utilizzato pochissimo. 
Ho letto frasi del tipo: “Gli occhi sono lo specchio dell’anima” e credo che un fondo di verità vi sia.
Quando ho incrociato sguardi sfuggenti, durante una discussione o scambio di emozioni, ho sempre percepito un disagio profondo.
Non riuscire a sostenere uno sguardo credo celi molto di più che una semplice timidezza.
Magari si distoglie lo sguardo per proteggersi, o per poca autostima, ma di sicuro quando ti trovi a tu per tu con occhi sfuggenti, mentre i tuoi sono invece aperti sull’altro nel dare e ricevere, provi una profonda delusione.
A volte si sfugge uno sguardo per la vergogna nell’esporsi, nel timore di aprirsi all’altro per la paura che vi si legga qualcosa che si vuole invece nascondere.
Personalmente provo davvero tristezza quando incrocio questo tipo di sguardi, specie quelli delle persone che amo.
Vivere con il dubbio che quella persona mi si nasconda qualcosa di importante è un macigno troppo grosso da portarsi dietro.
Non poter leggere nella sua anima, una negazione atroce.
Non poter godere del silenzio delle parole per esprimersi con uno sguardo in maniera libera e sincera un sacrilegio per la mia anima.
Ho incontrato lungo il mio cammino uno sguardo sfuggente, mi ha rattristata, delusa, messa in guardia, fin’anche svuotata e quasi convinta della mia inesistenza.
Chi ti ama o vuole bene veramente ti guarda negli occhi sempre, vuoi per leggervi dentro o per comunicare qualcosa, donarsi.
Lo sostiene e lo cerca con avidità, non vi è nulla al mondo che può distogliere dal farlo.
L’aridità di uno sguardo sfuggente non porta nulla di buono, se non una lunga e profonda amarezza.
Così oggi più che mai cerco gli sguardi delle persone, quelli che dopo un breve attimo di esitazione si fanno guardare, quelli che ricambiano e cercano i miei, senza paura, senza scheletri, un semplice sguardo sincero. 

" Ho passato una vita a guardare negli occhi della gente,
è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima" 

José Saramago



mercoledì 4 marzo 2015

Orme





Diversi giorni di silenzio qui, ma non dentro di me, dove parole e pensieri si affollano sino a diventare quasi inafferrabili. 
In questi giorni penso dunque, e nel gettare la lenza in questo florido mare ho pescato un'immagine. 
Ogni estate, nella solita spiaggia, da quando sono nata, cammino a piedi nudi sulla sabbia. 
Respiro i pensieri, le sensazioni, i ricordi e compio un gesto, sempre quello, mi volto a guardare le mie orme.
E' strano sorprendersi di quanto ci sia di profondo in quel gesto, voltandomi indietro mi percepisco, per un istante esisto davvero, ne ho la prova tangibile, fino a che le onde non le cancellano e allora guardo nuovamente avanti e proseguo, passo dopo passo, con una certezza in più. 
Ho un preciso ricordo di quando ho catturato questa sensazione. Camminavo con mio padre da piccola e mi voltai anche allora, c'erano quattro orme affiancate, confuse, allora iniziai un gioco, che nascondeva in realtà molto di più, iniziai a camminare nelle sue orme, procedendo a fatica nella sua falcata, fusa dunque, nella vita di quel grande uomo. Non c'ero più io e lui, c'ero io in lui, una fusione che in realtà mi cancellava, un'empatia che mi portava a vivere una vita non mia. 
Mi volto ogni estate, mi percepisco solo allora, e quel gesto mi sorprende sempre. 
Io piena di pensieri e sensazioni, io che analizzo ogni dettaglio, in realtà non entro mai veramente in contatto con me stessa, nel profondo. Rimango a margine di me stessa, non avendo mai il vero controllo su ciò che mi accade o su quello che provo. 
Che sia per paura, comodità o inesperienza questo non lo so, so solo, che in questo momento della mia vita,  vorrei avere la sabbia a portata di mano ogni giorno per potermi voltare sovente per ricordarmi che esisto! 


L'uomo ha sempre ascoltato i passi altrui e certo vi prestava più attenzione che ai propri.
Elias Canetti